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Una rassegna di bollettini, lettere, documenti, articoli di giornale, aventi per oggetto il dopoguerra vicentino

Vicenza dal maggio 1945 alla ricostruzione

 

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Riportare l’ordine..

 

Prot.n.9/2 del 10-5-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza Oggetto: segnalazioni

al CLN Vicenza

 

E' stato disposto dalia Commissione Economica che generi alimentari, di abbigliamento, ecc. non possano uscire dalla Provincia. Produttori e com­mercianti poco scrupolosi non ottemperano alla disposizione. Necessiterebbe istituire dei posti di blocco o delle pattuglie volanti nelle zone di Lonigo, Noventa, Bassano, cioé confinanti con le province di Padova e Verona, specie nei giorni di mercato in queste città.

Gruppi di patrioti o sedicenti tali si presentano nelle famiglie dei fu fascisti ed asportano oggetti vari. Per impedire queste azioni arbitrarie bisognerebbe pubblicare un manifesto segnalante l'esistenza di un ufficio apposito e che solamente questo é autorizzato a ordinare sequestri, ricuperi, ecc.

Molti ricercati sono nascosti in città presso famiglie compiacenti. Converrebbe dare disposizioni per l'obbligo della denuncia di persone estra­nee alla famiglia e fare affiggere alle porte di ogni appartamento lo stato di famiglia (rilasciato dal Municipio).

Numerosi sfollati contrariamente alle ordinanze, rientrano in città. Altre famiglie già in città valendosi di ordini rilasciati dalle varie organizzazioni di proprio arbitrio si trasferiscono in altri appartamenti di solito più grandi.

Poiché il problema riveste grande importanza, converrebbe disciplinarlo, conferendolo ad un unico ente con pieni poteri e dandone la massima pub­blicità.

Converrebbe esporre in due o tre luoghi un albo sempre aggiornato con tutte le disposizioni, ordinanze, decreti, ecc. ad uso della cittadinanza.

Il Capo Ufficio I.

 

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Un gioco sul filo del rasoio

 

Prot.n. 190/2 del 25-5-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

 

II sottoscritto R.G. del Comitato di Liberazione Nazionale di Monticello Conte Otto dichiara quanto segue: "Nel mese di giugno 1944 fui inviato dal sig. B.B. presso il segretario comunale di Monticello Conte Otto Griguol Guido per mettermi a sua disposizione. Il lavoro era già stato iniziato e si continuò allargando le fila e procurando armi e materiale vario. Il segretario si é molto prestato all'organizzazione nei vari paesi del settore XII e per­sonalmente teneva i contatti fra i vari gruppi. Sotto la sua direzione sono stati preparati tutti gli atti di sabotaggio avvenuti nella zona e in periferia del set-tore.Ha sempre cercato di agevolare elementi sbandati e renitenti, procuran­do loro carte di identità, tessere annonarie, ecc. di cui egli poteva disporre dato il suo posto in Comune. Tutto progredì regolarmente sino alla data del suo arresto, 1’11 dicembre 1944. Tutti i documenti relativi all'attività del Capo Settore furono da me messi in salvo e si trovano presso l'archivio del Comitato Liberazione Nazionale di Monticello. Come il segretario si sia comportato nei vari interrogatori (circa 10 ore) lo può testimoniare questo fatto: nessun arresto fu eseguito nell'ambito del nostro settore.

Alla sua liberazione il 12 gennaio 1945 egli mi dichiarò che era tutto fini­to. Rimasi sorpreso a questa affermazione, ma mi dovetti ricredere dopo pochi giorni quando cominciai a ricevere dal segretario il primo di una lunga serie di bigliettini di informazioni che egli poteva avere sfruttando la nuova posizione che aveva assunto durante gli ultimi interrogatori d'accordo con "Marco". Dopo un breve periodo di tempo egli mi comunicò di essere entra­to nel controspionaggio tedesco d'accordo col comando provinciale, mi fece trasmettere questa notizia a "Nino" e lui stesso lo comunicò ai vari compo­nenti del CLN di Monticello.

Ricevetti informazioni che denotavano l'esatta conoscenza da parte del controspionaggio tedesco sulle missioni inglese e americana, sulla loro ubi­cazione e sui loro spostamenti anche minimi. Mi passò nomi di delatori, tor­turatori, ecc. che furono trasmessi ai vari gruppi della provincia. (...)

G.R.

 

Gli umori del popolo…

 

Ufficio Informazioni   PRO MEMORIA

 

Si riferiscono impressioni e si prospettano problemi via via raccolti in questi giorni.

Si é diffuso nella cittadinanza un vago senso di irritazione e di scontento. Si aspettavano colpi di scena: grandi appariscenti cose. Certo che la gente non capisce le tremende responsabilità ed i gravi compiti del C.L.N.

Certo che non bisogna sopravalutare le esigenze del popolo, di gran parte di questo popolo che un tempo applaudiva ai cortei fascisti, ammirava la forza tedesca ed accorreva alla T.O.D.T. ma bisogna ascoltare la voce dei Patrioti, a questa eroica minoranza che ha fatto della storia mentre il popolo vorrebbe fare delle storie. Dobbiamo però stare attenti perché vi é chi ha interesse e può approfittare dell'attuale momento per trarne dei vantaggi a tutto nostro danno.

 

Le classi reazionarie, i nostalgici fascisti e i loro collaboratori vigilano.

1) Propaganda

e diffusione dei compiti e dei doveri dei cittadini in questo momento delicato e difficile. Bisogna far comprendere che non é con le facili mormorazioni che si assolve un'opera di sì grande importanza.

2) Lavoro.

Molta gente va ancora per le strade come stupefatta, ma la stu­pefazione dura da tre settimane e si é quasi perso il senso, il piacere, il dovere al lavoro. Oltreché provvedere al lavoro, necessita insistere per il ritorno al dovere, all'amore al lavoro. Occorre quindi accelerare il piano di ripresa dei lavori di sgombro, ricupero, ricostruzione, occupando il maggior numero possibile di operai, ed aiutando le aziende con ordinazioni ed altro.

3) Alloggi.

Basta vedere le code davanti all'Ufficio Alloggi per convin­cersi della impellente necessità di ricorrere a sistemi radicali: molte case di fascisti sono libere perché: a) o il fascista é in carcere o é latitante, quindi non ha bisogno della casa. Per i mobili si collocheranno in qualche magaz­zino.

4) Definire i compiti.

In talune zone della Provincia si lavora sia da parte del C.L.N. sia da parte delle formazioni militari, con lodevole spirito di iniziativa, ma con azioni e provvedimenti spesso contrastanti con quelli di altre zone della stes­sa Provincia. Necessita inviare a tutti i C.L.N., autorità e comandi, definitive e precise disposizioni su ogni settore di attività, in modo che l'azione sia uguale ed uniforme e si allontani o si colpisca chi o per negligenza o troppo discutibile iniziativa vuol fare del proprio spesso a danno della popolazione, senza averlo eventualmente sottoposto all'approvazione del C.L.N. provin­ciale.

5) Aiuto ai Patrioti.

Occorre intervenire con una certa urgenza sia con il collocarli al lavoro, dando loro la preferenza e la precedenza prendendo accordi con le varie autorità, sia aiutandoli economicamente per quanto hanno sofferto nella prgionia, nelle perquisizioni e nella vita di latitanza.

6) Azioni di polizia e di sicurezza.

a) sollecito arresto dei fascisti colpevoli di reati e dei principali collabo­ratori (industriali, commercianti, impresari.ecc.)

b) obbligo di presentazione entro un determinato giorno di tutti gli iscrit­ti al p.f.r. Si potrà dichiarare fuori legge chi non ottempera all'ordine e si potrà così mettere la mano su qualcuno che, pericoloso, si illude di non essere creduto tale; si avranno poi sottomano i presentati facendo loro fir­mare un atto di presenza giornaliero; impedendo così che si diano alla mac­ chia ove, esasperati ed a contatto con i fuori legge, possano diventare peri­colosi.

e) avviare al lavoro, sotto scorta, (lavori stradali, ecc.) dei trattenuti meno pericolosi.

d) obbligo della denuncia da parte delle famiglie degli estranei alloggiati.

e) affissione alla porta di casa dello stato di famiglia per poter effettuare dei controlli.

f) controllo delle carte annonarie in circolazione e di futura distribuzione; considerando che, a numerosi fascisti, prima della fuga ne é stata distribuita una certa quantità.

7) Blocchi stradali.

La disposizione che blocca l'esportazione dalla Provincia di tutti i generi e materie varie, specie quelli alimentari, se non é appoggiata da un control­lo e da misure di repressione, data la scarsa efficacia morale specie sui grossisti e sugli agricoltori, manca di valore agli effetti pratici. Occorre fornire la Commissione Economica di un nucleo di agenti che facciano osservare le disposizioni con posti di blocco ai limiti della Provincia nelle zone di Lonigo, Noventa e Bassano, controlli volanti nelle strade portanti alle Province di Padova e Verona specie nei giorni di mercato in queste città, indagini sulle attività dei grossisti e su quanti trafficano sui rifornimenti specie alimentari; intensa propaganda perché tutti facciano il loro dovere.

Si vedano i casi di Bassano, Sandrigo e Lonigo, dove non si sono pre­sentati gli animali al raduno. Occorre colpire forte sino dagli inizi, perché non si creda che la riconquistata libertà sia sinonimo di licenza, ed i conta­dini siano liberi di farci morire di fame.

Nelle segnalazioni per i raduni, converrà avvertire che al raduno, assis­teranno anche Patrioti convenientemente armati, che provvederanno d'ur­genza, in caso di renitenza, a prendere gli animali dalla stalla, senza com­penso per l'agricoltore.

8) Raduno animali.

Molti agricoltori che hanno avuto le stalle danneggiate per l'asportazione dei cavalli o bovini da parte dei tedeschi in ritirata, chiedono l'intervento del C.L.N. per il possibile ricupero dei detti animali, parte dei quali é stata ricu­perata dalla popolazione di altri paesi. E' evidente la necessità di ristabilire l'equilibrio per i bisogni agricoli: converrebbe quindi disporre, a mezzo della Commissione Economica, dei raduni in varie località della Provincia, facen­do obbligo a chi é in possesso di animali ricuperati, presentarli ed invitando gli agricoltori danneggiati a rintracciarvi il loro bestiame, che sarà riconseg­nato dopo comprovata la proprietà.

9) Pezzi di carta.

Molti fascisti si sono mimetizzati presentando un pezzo di carta con timbri C.L.N. di un paese qualsiasi, sorprendendo così l'ingenua buona fede dei nostri Patrioti. Occorre essere rigidi nell' accettare come validi i detti certificati e provvedere prima del rilascio del presentatore ad accurate indagini.

Purtroppo molti nostri Patrioti per un eccessivo spirito di bontà rilasciano dichiarazioni anche a cattivi elementi fascisti per il semplice fatto che mez­zora prima della liberazione hanno sorriso ai nostri Patrioti e qualche volta anche mezzora dopo. Occorrerà quindi, dare precise disposizioni su questi salvacondotti o addirittura dichiararli privi di valore.

10) Grano.

E' lodevole l'esempio dato dal Sindaco di Brendola nell'invitare i pro­duttori ala consegna del grano superfluo, consegna che ha dato luogo a sod­disfacenti risultati. L'invito é stato fatto alla buona con gli agricoltori radunati in Piazza. Si potrebbe estendere a tutta la Provincia.

 

 

Avete capito che ci siamo?

 

Prot.n.115/2 del 21-5-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

Oggetto: Organizzazione U.l.                                   Al C.L.N. Vicenza

 

Come da precedenti disposizioni si é costituito l'U.I. col compito di provvedere alla raccolta di informazioni e svolgere indagini onde trasmetter­le ai competenti uffici e commissioni a seconda della natura delle infor­mazioni e indagini stesse. Poiché anche la Questura ha un suo ufficio politi­co ed a questo vengono trasmesse le informazioni da noi raccolte e di carat­tere politico, per il necessario completamento svolto dalla Questura, ed anche la sede della Caserma Sasso raccoglie denuncie, ecc. converrebbe che la Caserma Sasso stessa le rimettesse all'U.I. di Via Porti, e poi da questo, completate, alla Questura; e ciò per avere una maggiore uniformità del servizio e quindi una maggiore chiarezza e sicurezza.

Risulterebbe quindi superflua l'attività diretta in questo senso dai Partiti stessi, che possono direttamente convogliare all'U.I. (...)

 

 

Sputi e sigarette…

 

Prot.n.111/2 del 21-5-45   Ufficio Informazioni CLN. Vicenza

Transitano spesso per le vie principali della città autocolonne cariche di prigionieri tedeschi, inviati probabilmente a qualche campo di concentra­mento. Il contegno di questi nemici é oltremodo disgustoso, addirittura can­tano e con la sigaretta in bocca tengono un atteggiamento cinico e provoca­torio: qualcuno ha addirittura lanciato degli sputi verso la gente che trasog­nata assiste al passaggio. E' troppo recente la lotta sostenuta contro i tedeschi e il sangue dei nostri caduti é ancora sulle strade. Si prega il CLN rendersi interprete del nostro sentimento presso il Governatore Alleato, pregandolo di far deviare per altre vie periferiche ed in ore notturne il detto movimento.

 

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Serve un documento…

 

Prot.n.222/2 del 28-5-45 - Ufficio Informazioni CLN Vicenza

Ci si informa da persona di fiducia che un commerciante di Romano d'Ezzelino (Bassano del Grappa) ha comperato per lire 3.000 un certificato di collaborazione con i Patrioti, documento rilasciato da un capo di (località della provincia - omissis).

 

 

La pacchia dei Berici…

 

Prot.n.226/2 del 28-5-45 Ufficio Informazioni CLN Vicenza

Oggetto: segnalazione         Al Comitato di Liberazione Nazionale

e p.c. alla Commissione Economica all'Ufficio Politico della Questura Vicenza/loro sedi

 

 

Da varie persone con insistenza ci si fa notare l'anormale situazione della zona di Barbarano dove, nel primo giorno della liberazione, le formazioni locali dei patrioti hanno occupato i magazzini viveri e vestiario asportandone il contenuto che é stato distribuito fra i patrioti stessi, molti dei quali diven­tati patrioti all'ultimo momento. Tale distribuzione é avvenuta senza un cri­terio e con grave danno dell'economia generale della Provincia.

Molti hanno avuto quintali 1 di riso e chilogrammi 50 di zucchero per patriota, vestiti, scarpe, ecc. Decine di ettolitri di cognac sono state consu­mate in breve tempo.

Un tale é riuscito a portarsi a casa quintali 15 di riso, quintali 15 di zuc­chero; in seguito a segnalazioni gli sono stati ritirati quintali 14 di riso e quintali 14 di zucchero, ma poi sembra che per l'intervento del sindaco di Barbarano il tutto gli sia stato restituito.

Al parroco di Toara sono state consegnate n.200 paia di scarpe, nella zona di Mossano ogni famiglia é ben provvista di riso, zucchero, marmellata, ecc.

Un certo G. di S.Giovanni di Barbarano, ora arrestato alla Caserma Sasso durante il tempo della Repubblica (di Salò, n.d.c.) aveva l'incarico del taglio dei boschi e della macellazione dei bovini per conto dei boscaioli.

Il Capo Ufficio I. CLN Vicenza

 

 

I misteri di Valdagno…

 

Prot.n.227/2 del 28-5-45 Ufficio Informazioni CLN Vicenza
Oggetto: segnalazione                                        Al C.L.N.P. di Vicenza

 

A Valdagno dove aveva sede il Ministero degli Interni, sono bloccati importanti documenti personali dei funzionari del Ministero stesso e delle Prefetture.

Sarebbe necessaria una disposizione per il recupero di detti documenti che potrebbero essere utilissimi specie per la Commissione di Epurazione.

 

 

Arte varia...di Salò

 

Prot.n.228/2 del 28-5-45 Ufficio Informazioni CLN Vicenza
Oggetto: segnalazione                                        Al C.L.N.P. di Vicenza

 

Prossimamente saranno indetti spettacoli di arte varia svolti da un comp­lesso artistico cittadino che si é già nel passato prodigato per dare una serie di spettacoli a favore delle forze armate repubblicane e tedesche (Flak, Decima Mas, ecc), avente quindi lo scopo di sollevare il morale fascista e tedesco.

Ora non sembra opportuno che gli stessi elementi si prestino con gli stes­si intendimenti verso di noi. Conviene quindi fare opera di epurazione verso questo complesso ed eventualmente appoggiare una organizzazione artistica che sta già sorgendo, "La Città di Vicenza".

 

 

Una precisazione da "professionista"...

 

Il Giornale di Vicenza                                  Vicenza li 30 maggio 1945

Quotidiano del mattino

telef. n. 13-90 Vicenza C.S.Marco 24

 

Amministrazione

All'Ufficio Politico del CLN

 

Chiamato a chiarire la mia posizione, faccio noto a codesto Ufficio Politico quanto segue: sono entrato nel giornalismo vicentino nel 1919 come capocronista e redattore capo poi del giornale cattolico cittadino "II Corriere Vicentino", passando quindi come redattore capo al "Corriere Veneto", organo del partito Popolare Italiano, giornale che si stampava sempre a Vicenza.

Nel 1926, chiamato a Bologna, passavo al "Resto del Carlino", come capo del servizio delle provincie e impaginatore delle stesse. In segui­to a malattia lasciai nel 1926 il "Carlino" rientrando in famiglia a Vicenza, città nella quale rimasi disoccupato 5 mesi. Successivamente fui chiamato alla redazione di "Vedetta Fascista" come redattore prima e poi come redat­tore capo, con compito essenzialmente tecnico, mai politico. Fu solo nell'ul­tima infornata del 1933 ch'io, per non perdere il posto nel giornalismo, mi iscrissi al P.N.F. Pagai la tessera soltanto per qualche anno senza subire noie, non partecipando ad adunate, non ricoprendo cariche e non comperando la divisa, vivendo soltanto della mia professione e del mio non certo lauto stipendio.

Nel luglio 1943 io rimasi al mio posto; in luogo di sopprimere il giornale, come avevo ricevuto ordine, uscii con "Il Giornale di Vicenza", la cui direzione fu assunta qualche giorno dopo dal Barolini, dallo stesso e dal Comitato Italia Libera fui confermato al posto di redattore capo.

Al ritorno del fascismo io lasciai l'allora "Popolo Vicentino" e su con­siglio dell'attuale sindaco Faccio e di Giuriato, i quali conoscono tutta la mia situazione, mi trasferii a Venezia, collaborando con articoli di varietà a "Film", tanto per guadagnarmi qualche cosa e per giustificare la mia posizione di volontario disoccupato. A Venezia trovai ospitalità presso il Conte Elio Zorzi, Zattere 1393 A, ricevendo da lui consigli e fui in contatto continuo con colleghi i quali, come nel mio caso, avevano abbandonato il giornalismo fascista risorto, e con partigiani di Vicenza e Venezia.

Per poter vivere assunsi in un secondo tempo l'impaginazione del quindicinale "Novelliere" e per un mese e mezzo collaborai all'impagi-nazione dell'"ORA" presso lo stabilimento Mondadori.

Nello spazio di un anno e mezzo ricevetti sempre dall'Istituto di Previdenza dei Giornalisti il contributo di disoccupazione, in quanto tutti gli incarichi assunti erano di carattere provvisorio e non basati sul contratto di lavoro, non intendendo assumere impegni di alcun genere.

Nell'ottobre 1944, su consiglio stesso di amici, mentre bisognava giusti­ficare presso le autorità la presenza a Venezia, inviai degli articoli di varietà all'ente stampa, il quale me li aveva replicatamente richiesti e a cui, disoc­cupato com'ero, non avrei potuto opporre più a lungo un giustificato rifiuto.

Non solo i miei articoli, come d'altronde lo afferma la stessa richiesta, non hanno il più lontano contenuto politico, ma più d'uno di essi mi venne respinto perché anche troppo poco giornalistico.

Si trattava in massima parte di ricalchi di miei precedenti articoli di vari­età e di recensioni di opere letterarie, teatrali, ecc. come del resto é facile controllare.

Spazzati il fascismo e il nazismo venni richiesto dal Soprana, ch'era informato della mia attività svolta nel frattempo e dalla Commissione Stampa del CLN che mi conosceva, a riprendere il mio posto nel rinnovato giornalismo, al quale mi sono sempre dedicato con passione e onestà.

Tengo a disposizione di codesto ufficio la documentazione di quanto esposto e della quale in precedenza hanno preso visione i responsabili del­l'attuale "Giornale di Vicenza".

Osvaldo Parise

 

Su questo foglio battuto a macchina compare una nota scritta a matita firmata da M. De Maria per la Commissione Stampa:
"II C.L.N.R preso in esame l'esposto del Sig. Osvaldo Parise da Voi trasmesso il 26 u.s. non ravvisa nei suoi riguardi alcun motivo per
cui debba essere politicamente "epurabile".                M.De Maria

 

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Un tipo svelto

Prot.n. 196/2 del 25-5-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

 

Ci viene segnalato che tale (...), già segretario politico fascista prima del 25 luglio a Castelnuovo di Isola Vicentina ora fa parte del CLN dello stesso paese. A causa di ciò tutti i fascisti del luogo, che hanno anche partecipato a rastrellamenti, ecc. circolano ora liberamente in paese e fra questi vi é un certo maresciallo dell'aeronautica che il 26 aprile u.s. era fuggito con quelli della brigata nera ed é poi tornato in paese in veste di Patriota, protetto dal (…).

 

 

Una massa gretta.

Prot.n. 1877 de! 2-6-45   Municipio di Recoaro Terme

Oggetto: Situazione politica                              Al C.L.N.P. di Vicenza

 

Mi corre obbligo di segnalare che la situazione politica locale, non solo, non é buona, ma non accenna affatto a migliorare: gli animi sono tuttora ec-citati e pervasi da un falso concetto della riacquistata libertà, specie nell'ele­mento operaio alle dipendenze degli stabilimenti demaniali.

Sebbene questa amministrazione ed il C.L.N. abbiano, sin dai primi giorni della cacciata dei nazi-fascisti, affrontato in pieno il problema della disoccupazione, trovando nell'Intendente di Finanza e nel Consigliere dele­gato della S.A. Stabilimenti Demaniali, sig. Emilio Rigamonti, piena e fatti­va collaborazione, cosicché oggi circa 500 operai hanno trovato occu­pazione, sia presso lo stabilimento di imbottigliamento, sia nei lavori di sgombero delle macerie del compendio delle RR.Fonti, semidistrutto dal bombardamento del 20 aprile u.s., la massa operaia non sa e non vuole ren­dersi conto che é necessario entrare nell'orbita dell'ordine e della legalità.

Attualmente gli operai avviati al lavoro rendono meno del 50% di quel­lo che dovrebbero dare, sono indisciplinati ed ostili alla osservanza di tutte le leggi: per essi la libertà é intesa nel senso che l'operaio ha diritto di vivere senza lavorare e di eliminare i datori di lavoro, impadronendosi dei loro beni.

Trattasi di una massa gretta ed ignorante di operai della montagna, abi­tuati a prestare, senza eccessiva fatica, la loro opera alle dipendenze dell'Organizzazione Todt o presso lo Stabilimento demaniale, sotto direzione tedesca, con ottime paghe e con assegnazione gratuita di generi di conforto, a cui poco o nulla importava la fine della guerra e che nulla hanno dato per la liberazione, fatta eccezione di pochi che hanno dovuto agire di nascosto, per non essere denunciati ai tedeschi dai loro stessi compagni, di null'altro preoccupati che del proprio tornaconto.

Tali elementi, forse nella tema che un qualche provvedimento possa venir preso a loro carico per collaborazionismo col nemico, gridano ora alla libertà ed inneggiano al comunismo, senza conoscerne il programma e le finalità, chiedono aumenti di paga e non hanno voglia di lavorare (...)

Il Sindaco

 

 

 

Nessuno é perfetto...

 

Prot.n.366/2 del 4-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza
Oggetto: segnalazione                                             Al C.L.N.P. Vicenza

 

Ci si assicura che a Montebello Vicentino é stato nominato Sindaco un dipendente comunale, sicché ne risulta che come dipendente é agli ordini del Segretario, ma come Sindaco é superiore a questi.

 

 

Anche i Finanzieri

 

CORPO VOLONTARI DELLA LIBERTÀ'

Comando della Compagnia della Regia Guardia di Finanza di

Vicenza

Prot.n. 1526                                                                       Vicenza li 4/6/45

Oggetto: Attività svolta dalla                               Al C.L.N.P. di Vicenza

Compagnia R.G.F. di Vicenza per la causa della libertà

 

Si ritiene opportuno comunicare, per conoscenza, quanto nell'ambito di questa Compagnia è stato fatto dai militari dipendenti durante il periodo del­l'oppressione nazi-fascista e nelle giornate insurrezionali che hanno portato alla liberazione delle terre vicentine.

Il giorno 10 settembre 1943, allorché i tedeschi asportarono le armi in consegna ai militari di questa sede, vennero nascoste a cura del brigadiere Carlesso Luigi e dell'appuntato Guizzardi Agenore, sotterrandole sotto le aiuole del giardinetto della caserma n.9.999 cartuccie per moschetto 91 e pi­stola "Glisenti". Qualche giorno dopo, dietro incarico dello scrivente, le munizioni vennero ritirate dalle guardie Panese Vincenzo e Giuliani Primo e consegnate a capi partigiani (Marco Segato e Narciso Barban). Anche a Valdagno i militari di quella sede, comandati dal brigadiere Ferrari Domenico, sottrassero al sequestro dei tedeschi n.6 pistole "Glisenti" (…).

Successivamente l'azione di servizio dei reparti di questa Compagnia (Vicenza-Valdagno-Arzignano-Lonigo Schio- Piovene e Thiene) si è svolta con un occulto ma continuo ostruzionismo alle disposizioni sia in materia fiscale che annonaria che via via venivano emanate dagli organi centrali e periferici del cosiddetto governo repubblicano.

Si fa eccezione per la brigata di Thiene, dove quel comandante, già squadrista, poi fascista repubblicano, si mostrava naturalmente troppo ligio nel suo servizio (...). Per tale motivo, dopo qualche mese, egli veniva dallo scrivente allontanato da Thiene. Molti militari aderirono subito al movimen­to partigiano e fra essi alcuni entrarono a far parte di squadre sabotatrici.

A Valdagno i militari di quella sede hanno partecipato a tutte le azioni svoltesi in città e nella Valle dell'Agno, collaborando con i Patrioti, fra l'al­tro al disarmo dei componenti le Brigate Nere e alla cattura di un Maggiore, un Maresciallo, un sergente e 8 militari germanici, nonché di 7 automezzi, armi e un ingente bottino di materiale vario.

A Poiana Maggiore i militari colà distaccati per il servizio di vigilanza al Magazzino Tabacchi, impedirono che i tedeschi effettuassero il progettato proposito di fare saltare il magazzino stesso. (...)

Lo scrivente, che dall'aprile 1944 era in stretto contatto con i partigiani di Pianezze (dove era sfollata la sua famiglia) e di Villabalzana, ha dato in ogni circostanza agli stessi il suo appoggio morale e materiale.

A causa di tale suo atteggiamento il 7/12/1944 subì una perquisizione domiciliare da parte delle SS italiane che, in tale circostanza, gli asportarono denaro e indumenti personali. Quando nello stesso mese dalla polizia fascista fu scoperta l'organizzazione dei partigiani di Pianezze, si adoperò in tutti i modi per impedire l'arresto di molti uomini e il saccheggio della contrada.

Nell'aprile u.s. ha messo a disposizione della Brigata "Silva" operante sui Berici un camioncino, che per tale scopo era stato tenuto nascosto a Pianezze da vari mesi. Anche i militari della Polizia Tributaria di questa sede, seguendo le direttive dello scrivente, si sono sempre mantenuti in contatto coni vari Comitati di Liberazione e con i gruppi di Patrioti (...).

Il 25 aprile u.s. i militari della Polizia Tributaria venuti a conoscenza che i capi della Brigata Nera di Vicenza avevano estorto all'Intendenza di Finanza un mandato di cinquanta milioni, presero gli opportuni accordi con alcuni Patrioti, per sventare il piano e impedire la riscossione della totalità della somma. Ancora attualmente la Polizia Tributaria si occupa della que­stione.

Appena avvenuta la liberazione tutti i militari della Compagnia furono messi a disposizione dei Comitati di Liberazione, partecipando a servizi di sicurezza e di ordine pubblico (...).

Il Capitano Comandante Antonio De Maria

 

 

Epurazione tra "patrioti"

 

Prot.n. 124/2 de! 7-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

Oggetto: C.V.                                     Al C.L.N.

e p.c. all'Ufficio Politico della Questura di Vicenza Loro Sedi

 

Una persona di assoluta sicurezza ci comunica quanto segue: C.V. di Caldogno, ufficiale postale iscritto alla Brigata Nera, grande mercatista nero, assieme al famoso R., residente a Milano.

Il C. spacciatosi per partigiano appartenente alla "Brigata Mameli" intral­ciò con le sue mire di comando l'opera di epurazione iniziata dagli uomini della Brigata "Argiuna", in un primo tempo, mentre poi riuscì con la forza a rimanere in carriera quale comandante del Presidio (di Caldogno, n.d.c.) per tre giorni.

Durante tale periodo molto materiale tedesco recuperato dagli uomini dell'Argiuna fu dal C. e suoi accoliti fatto sparire (esempio tutte le armi auto­matiche, mezzo fusto di benzina, coperte, ecc).

Lunedì 15 dopo le dimissioni del dott. Camporeale dalla carica di Sindaco entrò a far parte del Comitato Amministrativo del Comune quale membro. Solo mediante l'opposizione di alcuni non riuscì ad essere nomi­nato vice-sindaco.

Concludendo Brigata Nera, mercatista nero, sobillatore, liberatore di fascisti, rivoluzionario. Il C. sapendo di avere la coscienza lurida, cerca in tutti i modi di impossessarsi del potere, sperando in tal modo di salvarsi.

(nome e cognome...) In un primo tempo comandante della zona di Montecchio é stato in seguito esonerato dalla carica. Qualificato da Riccardo, comandante della "Mameli", un grande mercatista nero. Il (...) era l'unico che garantiva l'operato patriottico del C. Il (...) é ora nella polizia ausiliaria, dunque attenti alle sue mosse nei riguardi dell'amico C. ora arrestato.

 

 

Troppi collaboratori

 

Prot.n.438/2 del 8-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza Certificati di collaborazione

 

Si ripetono ormai troppo numerosi i casi di persone già appartenenti al partito repubblicano o sospette di collaborazione con i fascisti e tedeschi che esibiscono discriminazioni o documenti di collaborazione con i partigiani, rilasciati da infiniti comandanti e qualche volta da comandi regolari di Patrioti certamente sorpresi nella loro buona fede. Non si mette in dubbio che molte di queste egrege persone abbiano realmente collaborato, ma si sospetta in una troppo facile arrendevolezza da parte dei nostri partigiani e in un non preciso senso di valutare la collaborazione. Conviene con urgenza disporre con opportuni avvisi, che tutti questi documenti non sono da rite­nersi validi se non hanno il visto del CLN, visto che si dovrà apporre sola­mente dopo esauriente e precisa valutazione dei meriti di questi ignoti col­laboratori, valutazione che potrà essere fatta da appositi incaricati del CLN stabilendo precise modalità e limiti.

 

 

I partigiani del Municipio

 

Prot.n.835 del 9-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

Oggetto: esposto

Sig. Gandiolo Agostino

Via Raffaele Pasi, 25 Vicenza

 

II sottoscritto Gandiolo Agostino, di Isidoro, di anni 50, residente a Vicenza, Via Raffaele Pasi n.25, chiede anzitutto scusa se con la presente vi do' del disturbo perché penso che molte persone si rivolgeranno per chiedere il vostro aiuto, ma date le mie particolari condizioni non posso fare a meno di stendere umilmente la mano a voi che siete i miei diretti superiori per dimostrarvi i miei bisogni.

Fin dal mese di agosto 1944 ho preso parte per la costituzione di una compagnia che doveva essere comandata dal tenente D'Alessandro Vincenzo, ora impiegato presso il Municipio di questa città, per insorgere al momento in cui egli avesse ricevuto l'ordine di agire.

Lo scrivente aveva il compito primitivo di propaganda e di reclutamento del personale per il suo gruppo ed ha trovato 28 uomini fra carabinieri e civili, tutti di sicura fede per il nostro risorgimento.

In quell'epoca il sottoscritto era impiegato nelle guardie civili del Comune di Vicenza alle dirette dipendenze del prefato sig.Tenente D'Alessandro e percepiva lire 50 al giorno fino a novembre 1944 e lire 75 giornaliere poi.

La nostra organizzazione era alle dirette dipendenze del Comitato Liberazione Nazionale e della Brigata "Argiuna".

Sfortunatamente la nostra attività fu scoperta ed il Tenente D'Alessandro ed il Sottotenente Zamboni Laerte furono arrestati il 5 gennaio 1945 ed in seguito alla loro cattura anche il sottoscritto con altri 3 compagni e cioè Nardelli Vittorio, Graziani Giuseppe, e De Generi Rolando, tutti di Vicenza, siamo stati arrestati e sebbene lo scrivente fosse stato sottoposto ad atroci torture, come: macchinetta elettrica, pugni, calci e staffilate, fattemi da parte degli agenti dell'Ufficio Politico Investigativo di Porta Padova, nulla hanno potuto sapere circa la nostra organizzazione. Infatti nessun altro degli uomini che avevo reclutato sono stati arrestati. La mia detenzione nel carcere di Vicenza ebbe termine il 26 aprile 1945, dopo lunghe sofferenze e patimenti e soprattutto lo scrivente ha sofferto perché lasciò nella più squallida mise­ria la moglie e tre figli, i quali non avevano dove potersi rivolgere per pro­cacciarsi il necessario per vivere e siccome la paga di lire 75 giornaliere che percepivo mi venne sospesa.

Per poter vivere i miei congiunti hanno dovuto fare debiti che tuttora sono scoperti e lo scrivente non sa come poter far onore ai suoi impegni per­ché durante i tre mesi di detenzione non ha ricevuto alcun soccorso e perché, sebbene il 29 aprile 1945 ha ripreso servizio nell'Arma dei Carabinieri Reali, non ha ricevuto né paga né anticipi (...).                         

 

 

 

Che idea gli alcolici!

Prot.n.681/2 del 21-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

In questi giorni a Mossano si é proceduto alla quarta distribuzione di cognac fra gli elementi partigiani locali. Il quantitativo per ciascuno si aggi­ra sui 10 litri. La distribuzione ha dato luogo ad uno scambio di minacce e percosse fra i partigiani.

 

 

Andar per rovine

Prot.n.668/2 del 21-6-45   Ufficio Informazioni C.L.N. Vicenza

Z.T. di (...), classe 1902, abitante a S.Lucia n.50 (Vicenza) non risulta iscritto al P.F.R. E' poco conosciuto dal vicinato però é noto a tutti che attualmente il suo lavoro consiste nell'andare a frugare tra le macerie delle case distrutte dai bombardamenti aerei. E' risaputo inoltre che durante il periodo della cosiddetta Repubblica molti tedeschi frequentavano la sua abitazione per compravendita di oggetti vari.